Arrivederci, lana

venerdì 25 marzo 2016

Con qualche settimana di anticipo rispetto al cambio degli armadi, arriva, come ogni anno, il momento di dire arrivederci ai nostri amici gomitoli di lana e di dare il benvenuto alle fibre più adatte alla stagione alle porte. Per l'orso non è semplice. Per quasi tutti noi, amanti del lavoro a maglia, la lana, l'alpaca e le fibre invernali sono nettamente in testa alle classifiche di gradimento, mentre i cotoni e le fibre estive in genere sono relegate agli ultimi posti, ma per me la bella stagione è l'inverno (lo sarebbe se si decidesse a fare l'inverno davvero...), quindi per me questo è un momento davvero fastidioso: arriva il caldo e niente più lana, o quasi.

Quest'anno voglio finalmente scrivere un modello che ho elaborato da molto tempo e che ho già indossato con piacere la scorsa estate. Si tratta di un top elegante e femminile, ma non troppo lezioso (in stile orsa, per capirci), con un tocco di lace e finiture pulite ed essenziali. Potrete realizzarlo in tondo (con una falsa cucitura sui fianchi) o in due pezzi da cucire, perché non diventi un budello informe dopo un paio di lavaggi come spesso succede ai capi senza cuciture.



Il mio prototipo è in Mondial Sahara, un filato che ho acquistato lo scorso anno, una composizione di lino, cotone e viscosa, un filo non del tutto uniforme, anche se non si può definire esattamente thick and thin, con punti più opachi e altri più lucidi, che io ho lavorato con ferri da 4,00 mm per ottenere una mano morbida e un buon drappeggio. Credo che ormai non sia più in produzione, ma esiste Sahara più, con la stessa composizione (anche se la percentuale di lino è più alta, rispetto a quelle di cotone e viscosa) e lo stesso rapporto peso metraggio (50gr per 125 m).

Fra qualche giorno il pattern sarà pronto e scatterà la chiamata alle armi per il gruppo di tester. Siete pronte?




Il nostro laboratorio sul Fair Isle

mercoledì 16 marzo 2016

Sabato 12 marzo, a Genova, abbiamo avuto un laboratorio sulla lavorazione Fair Isle, il più divertente che abbia mai fatto. Eravamo in 10 (più due Lanivendole), non sono grandi numeri in generale, ma per un laboratorio tecnico siamo vicini al massimo possibile, secondo me. La sede dell'associazione era piacevolmente affollata ed eravamo circondate dai gomitoli piccoli e coloratissimi di Jamieson's Shetland Spindrift. Ne avete mai avuto uno fra le mani? Per me sono 25 grammi di allegria e di ispirazione, la dovreste provare.

Devo ringraziare, con tutto il cuore ursino che mi ritrovo, le 9 iscritte al corso, Barbara, le due Cristina, Federica, Feli, Grazia, Marina, Sara e Silvia. Oltre ad essere state una magnifica (o dovrei dire maglifica) compagnia, si sono impegnate a fondo, hanno disfatto, rifatto, ottenuto risultati e mi hanno dato una grandissima soddisfazione. Ovviamente ringrazio anche l'Associazione Fili Trame e Colori, nelle persone di Federica e Stefania, amiche e compagne di questa avventura della scuola di maglia genovese.



Il prossimo appuntamento è previsto per il 9 aprile, faremo insieme uno scialle semplice, ma interessante, lavorato da una punta all'altra e con la parte centrale sagomata con i ferri accorciati (che saranno l'argomento tecnico del laboratorio). Protagonisti della giornata saranno i filati: useremo una matassa di merino fingering tinta a mano da Snailyarn e una piccola matassa di fibre cardate e filate dalle Lanivendole in persona, per realizzare un inserto a contrasto, davvero molto piacevole. Prendetevene una vista a questo link, ne vale la pena


Presto vi aggiornerò sul prossimo evento e, se vorrete partecipare, vi aspetterò per una giornata di maglia in compagnia, all'ombra dei vicoli della Superba.

Un nuovo modello e una trasferta ursina

giovedì 25 febbraio 2016

Ormai se ne saranno accorti tutti, anche i miei gatti, che ho l'abitudine di dare ai miei modelli titoli di canzoni. Non so perché, non mi considero un'appassionata di musica, anche se in passato ho suonato, per divertimento, e, fino a un certo punto della mia vita, ne ho ascoltato molta. Spesso mi capita di iniziare a pensare a un modello da disegnare e, alle prime immagini che si formano nella mia testa, può succedere che io associ una canzone. Questa, di solito, mi si fissa nelle orecchie e condiziona, più o meno pesantemente, il risultato del mio lavoro. Altre volte il titolo nasce a lavoro finito, perché un particolare mi fa pensare a un brano.

Nel caso del mio ultimo progetto, il condizionamento è stato immediato e molto forte, non riuscivo a togliermi il motivo dalla testa e vi confesso che anche adesso che il capo è pronto da diverse settimane, quelle note continuano a farmi compagnia. Sarà la forma del collo, il primo dettaglio che ho pensato, sarà la recente scomparsa dell'artista che ha portato al successo la canzone, non so, ma sono molto felice di aver pensato, disegnato e sferruzzato China Girl.

Un fermo immagine dal video (fonte Wikipedia)

Il brano è di Iggy Pop (scritto in collaborazione con David Bowie) ed è incluso nel suo album The Idiot, del 1977, ma è stato portato al grande successo da David Bowie nel 1983 (Let's Dance). C'è anche chi racconta una bella storia d'amicizia legata a questo brano. Si narra infatti che il Duca abbia inciso il brano e lo abbia estratto come singolo dal suo album per risollevare le finanze compromesse dell'amico e collega.

Non posso mostrarvelo nella sua interezza, perché, dove lo presenterò ci tengono a conservare un po' di mistero, ma Lulù e le signore di Unfilodi perdoneranno la mia vanità e la mia impazienza di mostrarvene almeno un pezzettino...


China Girl sarà un capo jolly per la vostra primavera, ma lo amerete anche il prossimo autunno, prima che il gelo ci costringa a infagottarci nelle giacche imbottite. Il filato che useremo sarà un bellissimo bulky (avete capito bene, ferri grossi, una novità assoluta per me), perciò il lavoro scorrerà piuttosto veloce e avrà colori da paura, un toccasana per la nostra ormai impellente ansia di liberarci dal grigiore di questo lungo autunno!

L'appuntamento è per sabato 5 marzo, ci siamo quasi! Presto tornerò ad aggiornarvi con altri dettagli, nel frattempo, affilo gli unghioni e mi preparo a partire per Carate Brianza, con la mia immancabile valigia ursina.

A presto